giovedì 23 luglio 2026

Black Mirror - Season 1 Episode 1

 


The National Anthem

Edit: Pezzo di cui finalmente posso disporre come ritengo opportuno visto che il sito a cui era stato prestato non ha più una sezione articoli e non sono stat* nemmeno avvertit* della cosa. Articoli rimossi e buttati senza alcun ritegno. Ma questi sono i MIEI pezzi, scritti da me, e ovviamente li ho salvati ovunque. Se trovate questo pezzo da qualsiasi altra parte che non sia un mio blog (Len Irusu), io non ho dato il consenso a nessuno perchè si possa ri-uplodare e quindi date per scontato che chi l’ha fatto ha agito con malizia. 


Mi sono buttata su Black Mirror consigliat* da mio fratello.

Questa premessa per farvi capire che se non fosse stato per la sua descrizione della serie, per il suo entusiasmo e la sua convinzione che mi sarebbe piaciuta, io avrei storto il naso e scosso la testa dopo i primi dieci minuti del primo episodio. 

E sarei statə del tutto prevenuta. Cosa sbagliatissima, ma quando si ha tanta roba da vedere si tende a dare la precedenza a ciò che stimola di più.

E la mia sensazione, nei primi dieci minuti di The National Anthem, è stata quella di guardare una commedia molto dark e molto assurda che nelle mani sbagliate poteva portare a molta noia e battute squallide, nella migliore delle ipotesi.

Ma mi era stato detto che ogni episodio era geniale e così ho proseguito.

Quel primo approccio a Black Mirror e al suo assurdo modo di trattare il nostro presente inserendolo in una società futuristica è perfetto. 

Nel Regno Unito la principessa viene rapita e il rapitore per liberarla chiede che il Primo Ministro si accoppi con un maiale in diretta, su ogni rete, perché tutti possano vederlo. 

Dico si accoppi e non  faccia sesso perché mi pare inappropriato, soprattutto per il maiale.

Tralascio ogni particolare perché se l’avete visto non c’è bisogno di ricordare, ma nel finale lui si trova costretto a farlo davvero, la cosa si protrae per almeno un’ora, live, con tutta la nazione che guarda. E la beffa è che la principessa è già libera da mezz’ora prima che il Primo Ministro cominci il suo show, ma nessuno se n’è accorto perché sono tutti davanti alla televisione.

Black Mirror apre con un episodio che mostra una società non tanto diversa dalla nostra.

Sono in qualche modo più tecnologici, la loro tecnologia funziona meglio e più velocemente, ma di base le piattaforme sono le stesse.

Tutto ruota attorno a quanto l’opinione pubblica approva o disapprova le mosse del povero Primo Ministro e l’indice di gradimento si mostra sui social: prima tutti con lui, poi tutti contro di lui.

E sì, certo, per un Primo Ministro la popolazione è importante, ma anche lui ha una vita e una moglie.

E la moglie cosa fa?

Segue la corrente, ciò che il pubblico dice. Sembra apprezzare o meno il marito a seconda di quello che esprimono i social.

È dipinta come una povera idiota che se la prende col marito per qualcosa che lui non solo non vuole fare, ma nemmeno ha chiesto. Essere la moglie di un Primo Ministro può comportare scandali mondiali; certo uno non si aspetta cose del genere, ma non puoi neanche aspettarti che tutto vada sempre bene.

All’inizio non è pensabile che l’uomo faccia una cosa del genere e lo spettatore, io di sicuro, si aspetta proprio quello, che non succeda, che non è possibile che in una società civile sia esaudita una richiesta del genere.

Un po’ di plausibilità.

Eppure quando si comincia a sospettare che l’episodio prenda la strada opposta a quella sperata, sei talmente immerso in quel mondo, in quel modo di ragionare e di gestire le situazioni che non ci si stupisce per nulla di come prosegue.

Le mie considerazioni in tutto ciò sono prima di tutto su me stessə come cittadinə di quel mondo e possibile partecipante a quello spettacolo.

Posso assicurare che mai sarei rimasta a guardare. MAI.

Mai avrei sintonizzato la mia tele su uno scempio del genere. E non avrei avuto gente attorno con cui condividere la tele che avrebbe potuto desiderare di sintonizzarsi su una cosa del genere perché da gente così mi guarderei bene. 

Io sarei statə innanzitutto preoccupatə per il maiale e mi sarei chiestə perché cazzo le associazioni animaliste non fossero fuori a manifestare invece che in casa a guardare la tele.

E se fossi statə Primə Ministrə in persona non l’avrei mai fatto, non importava l’opinione pubblica e la morte della Principessa stessa.

Nell’episodio si lascia ad intendere che a non farlo il Primo Ministro metta in pericolo la sua famiglia, ma io non posso credere che a condividere una minaccia del genere con un video su YouTube l’uomo non avrebbe ottenuto tutto il supporto del pubblico e anche una sorta di protezione contro la messa in atto di tali minacce.

Com’è preoccupato il Primo Ministro dell’opinione pubblica lo saranno anche le persone che lo circondano, presumo.

Ovvio che tutto l’episodio si basa sull’umiliazione e sul piacere che gli esseri umani provano a guardare quell’umiliazione quando non è la loro. 

La forza di Black Mirror, più o meno in ogni episodio, è mostrare che non si salva nessuno da questo calderone di immondizia umana; ci sono dentro tutti, nessuno escluso.

Per quello mi piace immedesimarmi e scoprire, riflettendo, cosa farei io in una situazione del genere. Perché a volte con questo telefilm scopro che sono esattamente come la brutta gente presentata; altre volte, come in questa, scopro che io non guardo manco i reality in tv, o gli streamers in rete, o i fails su YouTube. Mi dà fastidio la bruttezza nella realtà.

Mi fate guardare Hostel, me ne frego altamente di ciò che vedo; mi mettete davanti una cosa simile girata veramente, tralasciando il fatto che denuncerei il video, ma mai lo guarderei. 

Qui è presentata una sete di verità disgustosa da assaporare live che ha del paradossale, sì, ma che non si discosta tanto dal video girato dai ragazzini mentre picchiano il compagno o il video dell’esecuzione che diventa virale prima di essere cancellato dalla piattafoma dove è stato caricato o quella merda del revenge porn.

Gli esseri umani fanno schifo così. Certo fanno schifo anche il rapitore e la sua richiesta, ma mille volte di più la gente che quel pomeriggio si mette a guardare. Sia chi carica il video (in questo caso più chi lo richiede), sia chi lo guarda. 

Infatti, se notate, fin dall’inizio a tutti frega poco di stabilire un contatto con il rapitore, cercare la Principessa, trovare soluzioni alternative… Tutti sembrano dire al Primo Ministro “Le direttive le hai, fai quello che devi fare”, tutti sono poco entusiasti al suo rifiuto categorico di fare una cosa del genere.

Ma soprattutto sembrano annichiliti da internet. Il fatto che il video e la notizia siano virali mette tutti in una situazione di completa incapacità di procedere. E anche dire che non c’è un playbook per quanto sta accadendo pare una scusante per convincere il Primo Ministro che non ci sono alternative.

E quando una mezza patetica alternativa si trova, è ancora una volta internet che viene sottovalutato da tutta la gente coinvolta che pure sa e ha capito quanto sia immediato, deleterio e schiacciante nel giro di pochissimo tempo. Perfino i media si piegano alla rete. 

In questo episodio i peggiori personaggi sono quelli femminili. Non mi lamento perché più avanti si andrà e più ci sarà parità in questo senso, ma davvero dalla moglie del Primo Ministro alla giornalista le donne dipinte sono oscene.

Terrificante comunque.

Soprattutto l’atmosfera quasi da presa in giro e comica che poi si trasforma in angoscia pura, ribrezzo e rabbia; molto verosimile e molto attuale.    


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