Edit: Pezzo di cui finalmente posso disporre come ritengo opportuno visto che il sito a cui
era stato prestato non ha più una sezione articoli e non sono stat* nemmeno avvertit* della
cosa. Articoli rimossi e buttati senza alcun ritegno. Ma questi sono i MIEI pezzi, scritti da
me, e ovviamente li ho salvati ovunque. Se trovate questo pezzo da qualsiasi altra parte
che non sia un mio blog (Len Irusu), io non ho dato il consenso a nessuno perchè si possa
ri-uplodare e quindi date per scontato che chi l’ha fatto ha agito con malizia.
La serie tv Hannibal é uno spettacolo mai visto prima, di dialoghi, scene, metafore, introspezione.
Potrete, e non scherzo, dare interpretazione ad ogni singolo fotogramma. Dopo anni e anni io
ancora lo faccio.
È la prova tangibile che una storia può anche non parlare di belle persone, ma avere bellissimi
personaggi, che sono due cose diverse.
Dimenticate gran parte di ciò che sapete su Hannibal Lecter per gustarvi questo serial che è una
lunga fanfiction appassionata scritta da Bryan Fuller, che migliora il personaggio e lo rende etereo,
surreale ed interessantissimo. Accanto a lui Will Graham, consulente dell’FBI in grado di
riconoscere un serial killer al primo sguardo. Ma non sarà così con Hannibal. Scoprite perché.
Il massimo dei voti Hannibal se li guadagna mano a mano che la serie prosegue. È un crescendo
di rapporti che si intensificano, intrecci, bugie, omissioni, passione; una continua scoperta che da
una stagione all’altra cambia ogni dinamica, fa crollare il terreno sotto ai piedi degli spettatori…e
dei protagonisti.
È bello da star male come quando si è innamorati, una mano che scava nelle viscere e le mescola.
Per me questo è Hannibal.
Mi suona assurdo parlare di recensione, per Hannibal, nel mio caso, però diciamo che
proverò a metterla giù come una recensione. In realtà è AMORE allo stato puro.
L’amore per Hannibal parte dal mio sentirmi sempre un po’ in disparte quando si tratta di
avere trame e storie che tocchino le mie corde. Devo scontrarmi ogni volta col fatto che
tutto l’intrattenimento è rivolto alla maggioranza e nella maggioranza io non mi sono mai
trovatə, mai nella mia vita.
Ho una mia idea precisa sugli happy endings, i miei happy endings raramente sono quelli
degli altri, ho una mia idea su quali siano le dinamiche che voglio vedere nei rapporti tra
due o più personaggi, ho una mia idea su quali siano i personaggi la cui storia vale la
pena di essere raccontata. Ovvio che è così per tutti, solo che io mi sono sempre ritrovatə
nel cantuccio degli strani e degli inusuali.
Tanto per fare un esempio, per me che due si sposino e figlino non è un finale
felice. Ecco. È più o meno l’opposto di un finale felice. Ripeto: per me.
In tutta la mia tristezza del non aver mai trovato qualcosa che mi soddisfacesse dal
punto di vista di storia raccontata e dinamiche tra personaggi arriva Hannibal.
Non proprio subito, era già finito quando l’ho scoperto, e non l’ho guardato prima perché
ritenevo che Hopkins e The Silence of the Lambs fossero quanto di meglio si potesse
fare per quella storia e quei personaggi. Ma Bryan Fuller ha superato tutto, a mio avviso.
Ha superato l’idea iniziale di Harris, ha superato i film, ha superato perfino se stesso.
Dico sempre che amo le fanfictions. Ecco, Hannibal la serie è una lunga e bellissima
fanfiction che Bryan Fuller ha scritto partendo dall’idea iniziale dei libri di Harris.
Nelle fanfictions spesso si trovano personaggi amati ed utilizzati da chi scrive tenendo
fede alle loro caratteristiche di base, ma mettendoci del proprio, nuove idee, nuove
dinamiche. A volte c’è l’inserimento di omaggi alle opere scritte originali che chi conosce
può cogliere ed apprezzare.
Sono cose che io AMO.
Hannibal la serie parte dalle opere originali, ma crea per loro una sorta di lettera
d’amore che valorizza ogni singolo personaggio cento volte di più.
Innanzitutto prende molte figure maschili dei libri e le trasforma in figure femminili,
puntualizzando in questo modo che cambiare il sesso ai personaggi non ne rovina né
ne altera l’importanza e il ruolo nell’opera. Semmai dà un nuovo punto di vista dal
quale partire per analizzare il personaggio stesso e quello che fa all’interno dell’opera, e
dà la possibilità finalmente di abbandonare vecchie dinamiche per scoprirne di nuove.
Un tempo era normale che tutti i personaggi più importanti fossero maschili per una sorta
di convenzione sociale? Bene, grazie al cielo forse quel tempo è passato, facciamo
qualcosa di nuovo anche con le opere vecchie.
Harris ha scritto libri in cui purtroppo la presenza femminile è scarsa e quando c’è fa
davvero una magra fine sia fisicamente che moralmente; le donne inserite da Bryan Fuller
nell’opera non sono forse al loro massimo potenziale, ma rispetto a quelle di Harris sono
una spanna sopra.
Sul mondo femminile nell’intrattenimento c’è ancora da lavorare, so che la maggioranza
non vuole sentirlo dire, però è così. E continuerò a dirlo apposta perché la gente non lo
vuole sentire.
Mi rendo conto anche che la maggior parte della gente non guarda e legge cose come
faccio io, spendendoci su ore ed ore a scandagliare ogni frase, ogni azione compiuta per
capire il perché e il come. Sarà deformazione da autore, la mia.
Beh, Hannibal si è preso con mia estrema gioia anni della mia vita di cui è stato
costante praticamente assoluta. Ho guardato tutte e tre le stagioni un numero imprecisato
di volte e ho riempito pagine con meta, analisi dei personaggi, interpretazioni di
frame di pochi secondi, espressioni, frasi, pause nei discorsi.
Questo è Hannibal.
Un viaggio all’interno di menti oscure che non mi sento di definire nemmeno umane,
perché negli esseri umani non sarebbe così interessante andare a guardare. Hannibal è
simbolismo, metafore, arte, capacità di nascondere in una sola frase una quantità
infinita di concetti.
Metà della fortuna di questa serie per me deriva dalla bravura di Mads Mikkelsen
(Hannibal Lecter) e Hugh Dancy (Will Graham) un duo che più azzeccato non poteva
essere per portare sul set un feeling, una chimica che stregano fin dalle prime puntate.
Chi mi conosce sa del mio odio/amore verso Jack Crawford, ma il fatto che nella serie sia
interpretato da Laurence Fishburne ha di gran lunga aumentato la mia simpatia per lui.
Sì, guardando Hannibal vi troverete di fronte lo psichiatra serial killer cannibale
Hannibal Lecter e gli orrori da lui commessi. Vi troverete di fronte Will Graham,
consulente dell’FBI, profiler e prolifico cacciatore di serial killer, grazie alla sua
capacità di vedere e pensare come un serial killer. Vi troverete di fronte Jack Crawford e
la sua certezza di essere dalla parte del greater good, anche a costo di sacrificare i suoi
uomini sul campo. Vi troverete di fronte scene del crimine da far contorcere le budella,
menti deviate e casi al limite dell’impossibile da risolvere. Ma questo solo se guardate
Hannibal.
Per vedere davvero Hannibal dovrete andare un po’ più a fondo di così e scoprire il
mondo spaventoso e meraviglioso che c’è dietro, quello di cui davvero si voleva
parlare in quella serie. Una storia che spogliata della sua componente horror parla di
anime che si cercano e si trovano, e si amano a dispetto di tutto l’orrore che possono
leggere l’uno negli occhi dell’altro.
Anche se nel nostro mondo fatto di videogiochi, immaginazione e storie da raccontare
non dovrebbe essere necessario, tengo sempre a precisare che il mio amore per
Hannibal è circoscritto alla storia che narra e ai suoi personaggi inesistenti che
vivono nel loro mondo e fanno ciò che nel loro mondo possono fare, perché è il loro
mondo, non il mio.
Anche nei miei libri i miei personaggi possono fare e dire ciò che vogliono, non
vivono qui in questa realtà.
Lo dico e lo ridico sempre, perché troppo spesso le persone non si rendono conto che
amare scrivere o leggere certe storie non significa MAI volerle vedere o vivere nella
vita reale. Per favore… Trasportati nella vita reale Hannibal Lecter e Will Graham sono
solo due esseri umani da rinchiudere e buttare via la chiave, e di storie squallide di
rapporti malati che finiscono in obitorio se ne sentono tutti i giorni e fanno vomitare.
Io parlo di mondi che non esistono e di personaggi che possono fare e dire ciò che
vogliono, perché non sono né da proteggere né da salvare. Non esistono. Ed io non vivo
lì con loro; ma li guardo da qui e mi piace ciò che vedo proprio perché è lì e lo devo solo
guardare o raccontare quando scrivo.
Per me è triste dover specificare queste cose, ma quando dici che ami la storia di
Hannibal e Will ti tocca sempre un po’ giustificarti a chi ne ha bisogno, un po’ come a
certi gamers tocca spiegare che perché giocano a COD non è che vogliono andare
in guerra.
Poi per carità, ci saranno anche i coglioni che invece lo pensano, ma quelli erano
coglioni pure prima di giocare a COD, non è che il gioco li ha traviati, sono loro che
traviano il gioco.
Ecco, io sono qui a dirvi di dare un’occhiata a Hannibal se avete voglia di immergervi
in un mondo che per me ha del fatato anche se non ci sono unicorni, ma wendigo, anche
se non ci sono principi azzurri e principesse, ma serial killers e profilers con un
opprimente lato oscuro che vuole emergere, anche se non ci sono i buoni e i giusti, ma
solo varie gradazioni di orrore.
Non c’è nulla come Hannibal lì fuori, per me.
Ho una gran quantità di serie che ho amato, che ho seguito e seguo e di cui posso dire
meraviglie.
Ma non c’è nulla come Hannibal lì fuori.
Ci provano e ci stanno provando a far credere di poter far meglio. Ma non c’è nulla come
Hannibal lì fuori. E se mai voleste parlare di Hannibal con me, sapete dove trovarmi.

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