giovedì 23 luglio 2026

Black Mirror - Recensione

 


Edit: Pezzo di cui finalmente posso disporre come ritengo opportuno visto che il sito a cui era stato prestato non ha più una sezione articoli e non sono stat* nemmeno avvertit* della cosa. Articoli rimossi e buttati senza alcun ritegno. Ma questi sono i MIEI pezzi, scritti da me, e ovviamente li ho salvati ovunque. Se trovate questo pezzo da qualsiasi altra parte che non sia un mio blog (Len Irusu), io non ho dato il consenso a nessuno perchè si possa ri-uplodare e quindi date per scontato che chi l’ha fatto ha agito con malizia. 


Black Mirror è un viaggio allucinante nell’uso e abuso di una tecnologia modernissima però in un mondo come il nostro. Attraverso episodi tutti autoconclusivi, un film ed uno speciale è una serie che impone di riflettere su quali sono i veri valori che muovono la razza umana. Spesso scopriremo che non sono per niente valori. 


Ormai si sarà capito che io sono un* dai lunghi progetti. 

Mi piace talmente tanto analizzare le opere di intrattenimento che sono capace di andare a riguardarmi ogni minuto di un film o di una serie tv venti volte pur di immaginarmi anche quello che non viene detto, per farmi una mia idea in proposito. 

Sarà una malattia, ma me la tengo volentieri. 

Per quanto riguarda Black Mirror, sto anche condividendo la malattia con le mie analisi episodio per episodio.

Come al solito avviso che tutto ciò che dirò NON potrà essere usato contro di me, perché sono pensieri miei e solo miei, condivisibili o meno. Io, appunto, non so stare zitt* e scrivo, e non scrivo il Vangelo, scrivo ciò che penso. 

Black Mirror per me non è perfetto, ahimè; manca sempre poco così (è frustrante) alla perfezione, ma non ci siamo ancora.

E vi annuncio eoni prima di arrivare a parlarne che la mancata perfezione di Black Mirror per me è segnata dall’episodio Striking Vipers e penso si possa capire il perché solo conoscendomi un po’.


A parte ciò, a parte quel piccolo salto di qualità che nessun telefilm riesce ancora a fare, e cioè sdoganare i concetti di gender e sessualità senza renderli qualcosa di cui avere timore, Black Mirror ha talmente tanti spunti di riflessione su QUALSIASI aspetto della vita umana che non è possibile guardare e non mettersi lì a riflettere.

La sua immensa abilità è accompagnarci per mano verso una certa considerazione sulla nostra vita di tutti i giorni partendo però da situazioni assurde e paradossali. 

Qui devo aprire una parentesi, perché vi giuro che la metà degli episodi si basano su situazioni a cui io, almeno una volta nella vita, ho pensato. 

Mi dicono dalla regia che la gente normale invece ha trovato tutti gli episodi di Black Mirror pazzeschi e impossibili da concepire. Ah! Creature di poca fede, io apprezzo proprio perché sono lə primə a concepire certe storie. E quanto le amo, quanto…

La mia analisi arriva fino ad un certo punto delle stagioni di Black Mirror, poi si ferma. Le ultime uscite le ho viste senza commentarle. Magari lo farò in futuro. Anche per il film vale lo stesso discorso.

Si è parlato qui e lì di calo della qualità da una stagione all’altra ma, ragazzi, io ‘sto calo non l’ho visto. 

Mi sono mangiat* tutti gli episodi in una settimana e adesso ripeterò l’esperienza a distanza di mesi proprio per questa analisi che mi preme tantissimo. 

In realtà io considero tutti gli episodi di Black Mirror dei FILM, più o meno brevi, con grande contenuto e una capacità di esprimerlo in quel poco tempo che supera quella di una gran quantità di pellicole di oggigiorno.

Chi scrive storie sa quanto i racconti brevi siano molto più difficili da rendere di un romanzo, perché lo spazio è quello che è e personaggi, trama, avvenimenti devono essere tutti condensati ed impressi nella memoria di chi guarda, o del lettore, in pochissimo tempo. 

A mio parere a pochi scrittori riesce bene il racconto breve, ed uno di essi è Stephen King, ma di sicuro nel panorama delle serie Black Mirror è l’esempio più riuscito di episodi autoconclusivi che lasciano a bocca aperta dicendo tutto, facendoti capire tutto, pure troppo, pure più di quello che vorresti.

E poi la varietà di argomenti, situazioni, scelte registiche, metodi narrativi… C’è davvero di tutto, dagli omaggi al cinema degli anni Settanta, Ottanta, all’utilizzo di moltissime tecniche di ripresa diverse che aggiungono l’impatto visivo a dialoghi e racconto. 

Per non parlare poi degli attori scelti. In alcuni episodi il cast è da urlo e, anche quando non lo è, gli attori si dimostrano bravissimi ugualmente. 

Tutta la serie Black Mirror è ambientata in uno stesso universo distopico.

Sembra un possibile futuro, per la tecnologia usata, ma di fatto tutto è come ai giorni nostri, solo distorto dall’uso di questa tecnologia avanzatissima. 

Personaggi e racconti saranno assolutamente diversi in ogni episodio, ma di base vedrete un mondo governato da questa tecnologia che potrebbe tanto essere usata per scopi nobili e per essere utile all’uomo ma che alla fine, stringendo stringendo, viene distorta, abusata, resa qualcosa di ignobile e disgustoso solo perché la razza umana non sta bene per niente.

Premetto che tutta la tecnologia di cui si parla a me fa impazzire e che se potessi usufruirne sarei la persona più felice del mondo. E non farei le cazzate che fanno i protagonisti degli episodi.


Tre punti, prima di concludere questa breve recensione e passare all’analisi di ogni episodio. 

Farò spoilers quindi non leggete se avete intenzione di guardare la serie. 

Se non avete intenzione di guardare la serie probabile che possiate leggere e capire comunque, ma vi perdete qualcosa di epico. 

Guardate la serie, davvero.


Ci vediamo prossimamente, allora, se avrete voglia di accompagnarmi in questa avventura dark, terrificante, a tratti disgustosa, solo a volte quasi piacevole, ma mai fino in fondo, e sempre assolutamente brillante.


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