Silent Hill: Townfall



Ho seguito Silent Hill: Townfall e vorrei dirvi la mia.

Come spesso capita nel panorama videogiochi (in particolare in Italia) anche per questo titolo moltissimi guru e professoroni di ‘sta ceppa si sono sentiti in diritto di dire 

Non compratelo

Fa schifo

Lasciate perdere

E come altrettanto spesso capita io mi chiedo… 

Perchè?

Dove sta il problema di questo gioco?


Vi dico io qual é il problema.


Il problema è che come al solito un gioco esce, due o tre pirla lo giocano in live in anteprima, non riescono a giocarci o non è il gioco per loro e subito si sparge la voce che fa schifo, che gli sviluppatori hanno fatto un lavoro di merda.


Ragazz3, considerate sempre che per dare un giudizio su un gioco bisogna giocarlo.

E questa è una frase banale che lascia il tempo che trova. Ovvia.


Peró c’è anche un’altra grande verità che sto imparando col tempo e comparando sempre il panorama gaming Italia vs altri paesi.


Visto che oggi per sapere qualcosa su un gioco si seguono canali gaming, per informarvi bene dovete trovare un canale gaming che non abbia l’abitudine di sputare merda su un gioco per partito preso o per incapacità personale del giocatore. Altrimenti un’idea chiara non l’avrete mai.


Io ad esempio seguo questo gamer (non italiano) che, sarà perchè è bravo senza pensare di essere ‘sto cazzo, sarà perchè è entusiasta, sempre, di giocare a qualsiasi gioco, mi consente di giudicare un gioco non in base alle sue frustrazioni, ma in base a cosa il gioco suggerisce a me.


Silent Hill: Townfall a me è piaciuto moltissimo; direi che lo metto in cima alla classifica dopo il primo e il secondo.

Beh, come trama lo metto in cima del tutto perché per una volta non abbiamo ragazzine possedute da entità maligne o mogli uccise dal marito perché hanno il cancro. Quindi yay! Nessuna donna brutalizzata che permetta al protagonista di mostrare quanto è pentito di ciò che ha fatto. 

Mentre come gioco in sè è un filo inferiore ai primi due esclusivamente per la ripetitività di alcune dinamiche, soprattutto coi nemici.


Tutto questo l'ho realizzato mano a mano guardando giocare il titolo da chi non si lamentava ogni due secondi per una qualche cazzo di parte che non gli piaceva giocare, giocava e basta.


Altresì ho capito che giocarlo non mi interesserebbe mai manco da lontano.

Non è il gioco per me e non lo sarà mai. 


Lo so per certo, pur avendo guardato giocare un’altra persona che l’ha finito e pure con semplicità; non è il gioco per me, non ci vuole molto ad arrivarci se ti conosci come gamer.


E quando so che io non ci potrei mai giocare perché non è il gioco per me lo devo denigrare? No. 

Sempre le stesse cose trite e ritrite, ma siccome la solfa non cambia mai è bene ripetere.

Silent Hill: Townfall non ha proprio niente che non vada. 

O è il gioco per te o non lo è, ma non fa schifo e non è tempo buttato dai programmatori.


Costa troppo?

Certo.

Ma quello lo penso di tutti i giochi.

Attenzione, non perchè non valgano il lavoro che gli sviluppatori ci hanno messo dentro, ma perchè il prezzo è sproporzionato rispetto a quanto guadagna la gente comune che ci gioca.

Quindi non lo gioco, non spendo soldi per comprarlo. Fine.


Il gamer che seguo ha fatto a me due favori, in questo caso: mi ha intrattenuto per diversi giorni, ero proprio felice di aspettare ogni episodio successivo, e mi ha aiutato a capire che non è il gioco per me.


Perché è così difficile da imparare ‘sta cosa?


In questo Silent Hill c’è troppo stealth.

Ma chi ha detto ‘sta cazzata ha mai giocato un Silent Hill in vita sua?

Silent Hill è stealth, poi se tu decidi di ammazzare tutti i nemici fatti tuoi, ma Silent Hill è sempre stato inteso come un gioco in cui i nemici ti devono inseguire, devi sentirti braccato, è la tua punizione come protagonista quasi sempre colpevole di qualcosa.

Come in questo caso: Simon si sente colpevole e tutti i suoi pezzi sono pezzi che devi fare in stealth. Ti devi sentire perso, impaurito, braccato.

Mentre invece quando sei Richard imbracci il fucile e spari, tra l’altro alle vedove del massacro, bella merda. Richard infatti non ha un briciolo di senso di colpa, incarna il male fatto e finito. Quando impersoni lui ti devi sentire il padrone della situazione, nonostante tutti i tuoi cadaveri sparsi in giro dovrebbero farti intuire ben il contrario.

Beata arroganza di merda.


La trama è banale, certo, come quella di tutti i Resident Evil e come quella di tutti i Silent Hill, si capisce cos’è successo fin dall’inizio, non è questo il punto.

Tra l’altro a ‘sto giro un paio di cose le ho trovate brillanti comunque.


Le emozioni sono sempre le stesse.

Eh beh, sapete com’è, il senso di colpa quello è. O lo provi o non lo provi. 

Io penso che in questo capitolo sia stata sviscerata molto bene la differenza tra il senso di colpa che Simon prova a curare facendo qualcosa e la colpa vera e propria che Richard cerca di nascondere minacciando gli altri.

Giocare anche solo brevemente con altri protagonisti ha dato al racconto moltissimo respiro.


Gli enigmi sono noiosi.

Ripeto: mai giocato ad un Silent Hill prima?

Gli enigmi sono parte integrante del gioco, spesso derivano proprio dall’inconscio del protagonista che emerge e si rende le cose più difficili da solo apposta. Sempre per il senso di colpa. 

O ti immergi nello spirito di Silent Hill o non lo fai.


E per finire la migliore e più ispirata critica.

Non è Silent Hill.

Anche qui.

Silent Hill è un concetto, non certo un posto. 

Se anche lo si può identificare come posto all’inizio, poi diventa subito il purgatorio, a volte l’inferno, in cui i colpevoli devono soggiornare e devono espiare i propri peccati.

Può trovarsi ovunque, puó essere anche il bagno di casa vostra.

Quindi, insomma, c’è da decidersi, o vi lamentate perchè è ripetitivo oppure vi lamentate perchè non è più il Silent Hill di una volta.

Che palle.


Ovvio che il gioco può non piacere e può non interessare dall’inizio alla fine, ma dire che fa schifo o, a prescindere, consigliare di non comprarlo…

Che stronzata.


Tra l’altro good looking game, porca miseria. Sembrava di stare a St. Amelia davvero. Immagino l’ispirazione provenga da un vero villaggio scozzese.


Mi ha proprio toccato anche la storia; seppur banale, sia l’ambientazione così ben fatta, che il racconto realistico la rendono avvincente. 

Note, documenti e messaggi aiutano a mettere insieme i pezzi di una tragedia che non ha nulla di eccezionale, è l’ennesima catastrofe successa per avidità, menefreghismo e incuria, però stavolta ci pensa proprio il principio dietro a Silent Hill a dare un po’ di giustizia a chi è stato colpito dalla tragedia.


Beh, forse.

Dipende da come giocherete e da che finale riuscirete a ottenere. 

A volte, proprio come nella realtà, i colpevoli delle tragedie rimangono impuniti.



Posta un commento

0 Commenti