martedì 18 agosto 2026

The Rings of Power - Racconti della buonanotte - seconda parte

 



Questo è il racconto dell’albero che se muore gli Elfi sono spacciati.


Rivisitazione della morte di Laurelin e Telperion, presumo. Una rivisitazione che però al canon non ci passa vicino manco per niente.

Ad ogni modo…


Comincia tutto con due elfi che vanno a Khazad-dûm. 

Due a caso, Celebrimbor e Elrond. Anzi Celestino e Giuggiolo.

Questo viaggio viene intrapreso perché Cele vuole fare una forgia più grande, più bella e più forgia di quella che ha già e Giuggiolo suggerisce di chiedere aiuto ai nani. 

“Io sono amico di Durin!” si vanta.

Eccerto.

Peccato che non ti fai sentire da vent’anni con Durin e adesso vai lì a chiedere aiuto? 

Suvvia.

E va beh, buonanotte.

Il bello è che Cele e Giuggi arrivano da Eregion a Khazad-dûm nel giro di un paio di minuti.

È costante di questo tv show la completa sminchiatura di qualsiasi distanza esista tra un posto e un altro della Middle-earth.

Non è che il Maestro ha posizionato i luoghi a cazzo così tanto per. 

Quando gli Eldar hanno deciso di seguire Oromë ad Aman ci hanno messo anni a completare il viaggio da Cuiviénen. Io non pretendo questo tipo di plausibilità da una serie, ma che tu sistematicamente non mi faccia avvertire il senso della distanza se non in quelle rare occasioni in cui ti fa comodo (attenzione, questo è importante) non mi sta bene.



Lazy writing, lazy lazy.

Ma buonanotte e proseguiamo.

Facciamo che Cele e Giuggi usano la mappa della Middle-earth come io uso le mappe in Resident Evil.

Bussano alla porta di Khazad-dûm (non sto scherzando, bussano) e il nano non apre.

Perchè mica fa entrare i primi due stronzi che vede, scusa. Giustamente.

Giuggi allora invoca la sfida per farsi aprire. 

E subito gli aprono.

Buonanotte!



Questo è l’altro leitmotiv di questa serie. 

Il repentino cambio d’idea.

Ogni singolo personaggio soffre di questa malattia per cui due secondi prima dice una cosa e due secondi dopo ne fa o ne dice un’altra totalmente opposta.

A Cele tocca tornare indietro da solo, perché lui non può entrare.

E fai la strada avanti e poi falla indietro, tutto per niente. 

A piedi poi, perchè manco hanno il cavallo. E comunque la benzina per il cavallo costa.



Ma porcaccia… No scusate, non ce la faccio. 

Si può far CAMMINARE i personaggi della Middle-earth e farli arrivare da un posto all’altro come se si facessero una cazzo di passeggiata?

Si puó? 

Ma prendete per il culo tutti o solo quelli che conoscono la Mappa?

“Dai, Elrond, prendi la giacchetta, andiamo a fare un giro a Khazad-dûm. Già che ci siamo ci allunghiamo fino all’Anduin per sciacquarci i piedi e poi ritorniamo per le sette, sette e un quarto.”

Ma buonanotte veramente.

Giuggi entra dai nani e fa la sfida con Durin.

Su questo particolare momento stendo un velo di pietà caritatevole pia, misericordiosa ed illuminata dalla luce della compassione perché secondo me è meglio.

Durin vince la sfida ma odia Giuggi e non lo vuole comunque vedere. Interviene Disa, la moglie di Durin, che se ne frega del fastidio del marito e invita Giuggi a cena. 

E allora buonanotte.

Ah, comunque urlano tutti in questa serie. 

Hanno studiato alla stessa Accademia degli attori italiani che, per cambiare, a volte bisbigliano.

Si battibecca un po’, ma alla fine c’è affetto e Giuggi e Durin ricordano i bei vecchi tempi.

In un rapido svolgersi degli eventi, rapido quanto il tragitto da Eregion a Khazad-dûm, Giuggi spia Durin a casa sua e scopre che gestisce una miniera abusiva.

Ma dico… É casa sua, farà quello che cavolo vuole, no?

No, Giuggi compare alle spalle dell’amico e lo becca proprio con le mani sul materiale appena estratto.

Ma è suo!

La miniera è sua! Pure quello che ha trovato.

Il materiale è roba nuova, mai vista prima e Giuggi e Durin gli danno un nome sul momento.

Se come me avete subito pensato Mithril avete pensato bene, purtroppo. 

E Mithril sia.

Si scopre che il Mithril è la salvezza degli elfi.

Eh sí.

Ad un certo punto infatti Gil-galad (re di Lindon solo quando fa più comodo) fa vedere a Giuggi l’albero morente che puó essere salvato solo dal Mithril.

Perchè? Chiederete voi.

E me lo chiedo anch’io.

Solo che la mia risposta è “Boh.”



Mentre la risposta di questa serie è che il Mithril ha infuso il potere dei Silmarils e quindi può ridare vita all’albero.

Tra l’altro noi poveri stronzi spettatori non sapevamo che l’albero stava per morire, non lo sapeva manco Giuggi che vive lì e grazie al cielo che esiste il Mithril (fino ad allora sconosciuto perchè è appena stato trovato e gli hanno appena dato un nome) perchè altrimenti erano tutti fregati, ‘sti elfi.

Che poi com’è che il metallo è appena stato scoperto ma Gil-galad sa che è la salvezza?

E come fa il Mithril ad avere il potere dei Silmarils al suo interno?

E se uno non ha mai letto il Silmarillion, che cazzo sono i Silmarils lo volete dire?

No, se lo tengono per loro.

Sappiate che i creatori di questa serie si tengono per loro (o non sanno proprio) un sacco di cose legate al mondo di Tolkien che pretendono invece che gli spettatori sappiano già.

Eh ma, tesori miei, se io conosco il Silmarillion così bene da capire i vostri riferimenti, di sicuro ‘sta serie non mi piace.

Se quest’albero muore tutti gli elfi andranno incontro ad un destino peggiore della morte.

Vi faccio notare che manco l’uccisione di Telperion e Laurelin da parte di Ungoliant e Melkor ha portato alla distruzione degli elfi che vogliono lasciare presagire qui. E quelli erano i due alberi che davano la luce del sole e della luna e scandivano il tempo a VALINOR.



Permettetemi di ritenere una leggerissima cazzata questa premessa su cui si basa tutta la prima stagione di ‘sta roba.

Salviamo l’albero così salveremo gli elfi.

Capirete che adesso Giuggi ha il compito di convincere i nani a smezzare il Mithril con gli elfi.






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