domenica 2 agosto 2026

Black Mirror - Season 3 Episode 5



Men Against Fire

Edit: Pezzo di cui finalmente posso disporre come ritengo opportuno visto che il sito a cui era stato prestato non ha più una sezione articoli e non sono stat* nemmeno avvertit* della cosa. Articoli rimossi e buttati senza alcun ritegno. Ma questi sono i MIEI pezzi, scritti da me, e ovviamente li ho salvati ovunque. Se trovate questo pezzo da qualsiasi altra parte che non sia un mio blog (Len Irusu), io non ho dato il consenso a nessuno perchè si possa ri-uplodare e quindi date per scontato che chi l’ha fatto ha agito con malizia.


Questo episodio di Black Mirror è crudo, amarissimo e un pugno nello stomaco per quanto è terribilmente attuale.


L’episodio di Black Mirror Men against Fire ci presenta un mondo in cui da anni ormai si combatte una guerra contro i Roaches (scarafaggi) creature che minacciano l’umanità con le loro orrende fattezze, il loro DNA malato e la loro debolezza da estirpare. Così da anni gli esseri umani portano avanti un vero e proprio genocidio di questa razza di cui non deve rimanere alcun superstite. 

I soldati che si occupano di eseguire le missioni di caccia e massacro si avvalgono di un impianto chiamato Mass. Molto simile al grain e ad altri impianti visti in Black Mirror, questo Mass permette ai soldati di avere direttamente di fronte ai propri occhi mappe di edifici e posti da controllare, immagini in tempo reale riprese dai droni, informazioni sulle persone che i loro occhi scannerizzano.

Stripe, il nostro protagonista, dopo uno scontro con due Roaches in cui gli viene sparato addosso il flash di un congegno creato proprio dai nemici, inizia ad avere problemi col suo impianto.

Ben presto scopre che il Mass ha un’altra funzione, quella di far vedere ai soldati i nemici come creature inumane, quando in realtà sono umani esattamente come loro. La guerra che da anni si combatte è la più ignobile, squallida, atroce che si possa combattere, quella che mira al miglioramento degli esseri umani eliminando tutti quelli che sono deboli, malati, che portano con loro tare nel proprio DNA.

E dove l’abbiamo già sentita ‘sta porcata?

Non si sono inventati poi molto.

La vera rivelazione finale non è tanto questa capacità dell’impianto Mass di sollevare i soldati dal difficile compito di ammazzare senza pietà altri esseri umani per una ragione così ignobile, ma più il venire a conoscenza del fatto che i soldati sanno tutto e acconsentono di loro spontanea volontà all’impianto e alla rimozione dei ricordi riguardo a quello che l’impianto consente loro di fare: uccidere senza rimorsi.

Il messaggio che lancia Black Mirror qui è talmente chiaro e lampante che parlarne pare perfino banale, eppure quanto bisogno c’è invece di parlarne ancora e ancora, da anni, da secoli ancora oggi, ancora sempre le stesse cose ripetute e ripetute perché l’essere umano dalla storia non impara mai. E se impara, impara le cose sbagliate.

In Men Against Fire all’inizio si è già schifati per come queste creature vengono stanate e uccise. Lo spettatore ha solo un punto di vista che è quello dei soldati. Li si vede gasati perché vanno ad uccidere, felici di andare a sterminare i Roaches che sono rimasti e già con quello io ad esempio mi ritrovo irritatə.

Chi va con le armi spianate a buttare giù porte e ad ammazzare per me è psicopatico, orribile, terrificante, non importa quale sia la sua missione e non importa chi è il bersaglio sotto tiro.

Nemmeno il fatto che quelle siano creature mostruose agli occhi dello spettatore riesce a dare una sorta di dignità a questi esaltati col mitra alla mano la cui missione nella vita è spargere sangue.

Fanno schifo già così molto più dei mostri che vanno a cacciare. 

Ad un certo punto della storia li rivaluti solo di mezza tacca considerando che ciò che hanno nel cervello li manipola a vedere e sentire in un certo modo. Non è una giustificazione, assolutamente, ma vedere che Stripe soffre per aver scoperto la verità e soffre ancora di più per i Roaches che ha già ucciso fa sperare che forse anche altri potrebbero reagire allo stesso modo e finalmente sentirsi le ignobili creature che sono.

Dovrebbero già sentirsi così, ripeto, perché lo spettatore non vede mai, davvero, i Roaches essere ostili nei confronti degli umani. Quindi i soldati dovrebbero farsi un paio di domande e chiedersi se davvero queste creature tanto temute sono pericolose per gli uomini. Invece uccidono e basta. Uccidono il diverso.

Però forse una volta saputa la verità potrebbero rendersi conto doppiamente degli orrori commessi.

Ma poi ci viene detto che tutti sanno, che tutti acconsentono alla rimozione della consapevolezza che i Roaches sono esseri umani e all’impianto Mass che consente loro di non sentire le urla emesse da chi viene ucciso, l’odore del sangue, della paura, della morte… Tutti i loro sensi vengono alterati perché diventino macchine da guerra perfette, che uccidono dandosi giustificazioni plausibili e senza alcun tipo di ripensamento. Tanto sono creature inumane, che problema c’è?

Curioso che nessuno dei soldati si sia mai chiesto se non sia sbagliato perfino uccidere creature non umane. No, mai nessuna domanda, obbedienza cieca agli ordini e basta.

Terribile che in questo episodio di Black Mirror non si veda poi tutta questa gran tecnologia. Penso che la guerra faccia esattamente ciò che fa il Mass: rende accettabile, perché si vede l’altro come un nemico, il fatto di scagliarsi contro esseri umani che nemmeno conosci, brandendo una bandiera di odio che è stato assolutamente inculcato.

Catarina, una dei Roaches che ha occasione di parlare con Stripe, dice una cosa spaventosa e verissima: qualche anno dopo l’inizio della guerra, la televisione, le autorità, tutti i mezzi di diffusione di massa, hanno cominciato a riferirsi a loro con il termine “creature schifose” e a furia di chiamarli così poi la gente ha cominciato ad odiarli e a vederli esattamente come creature schifose, anche senza l’ausilio del Mass.

Ancora una volta un episodio di Black Mirror in cui la tecnologia serve a farti vedere il mondo in un certo modo, serve a fregare il tuo cervello e i tuoi sensi. Si potrebbe dire che in questo caso lo fa all’opposto di ciò che abbiamo visto finora, lo fa al negativo, ma non è così.

Dal punto di vista dei soldati la tecnologia serve ad un ottimo proposito; renderti indifferente l’uccisione di un altro essere umano, che potenzialmente è una delle esperienze che più possono distruggerti la vita e la psiche. Tolti gli odori, i suoni, la visione di quello che accade è tutto molto più facile. Il Mass indora la pillola, la rende più digeribile, è un’altra di quelle tecnologie create per migliorarsi la vita che se smettono di funzionare, però, catapultano nella follia completa.

Si potrebbe leggere anche in quello un messaggio preciso. Quando Stripe perde la funzionalità del Mass comincia a sentire odori, percepisce le cose e le vede in modo diverso e si sente perso, confuso. Un po’ il soldato che non ha ordini da eseguire e sta fermo perché non sa che fare se nessuno glielo dice. E quando finalmente c’è l’ordine da eseguire lo esegue, non importa quanto atroce possa essere.

Ci dev’essere un limite al tipo di ordini che si eseguono anche in una guerra, no? Dove finisce il soldato ed inizia l’essere umano? 

La mia considerazione è che questo è un episodio metafora molto poetico rispetto alla cruda realtà. In Men against Fire si presume con un po’ troppa convinzione che l’uomo si senta in colpa quando uccide i suoi simili, che si trattenga dal premere il grilletto troppe volte. Per quello serve il Mass.

Non la vedo così, per me gli esseri umani non hanno affatto bisogno del Mass e spesso e volentieri, anzi, sono incentivati proprio dall’idea di uccidere membri della loro specie più che da quella di liberarsi di creature mostruose.

Del resto l’atteggiamento del personaggio di Raiman, quell’odio immotivato basato solo su indottrinamento e sulla convinzione che qualcuno sia meglio e più giusto di qualcun altro, lo vediamo ancora ogni giorno attorno a noi, sui social e per la strada in modo più ridotto, nelle notizie sulla situazione mondiale in modo più estremo.

Eppure sono qui ad augurarmi che non ci sia bisogno di una tecnologia come quella di Black Mirror perché il buon senso prevalga negli esseri umani.


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